Abballati, abballati!

Canti e suoni della Sicilia medievale
 


ENGLISH VERSION (CD's page)

 

I brani in programma provengono essenzialmente da due raccolte: i Tropari di Catania del XII secolo, conservati presso la Biblioteca Nazionale di Madrid (ms. 19421) e trascritti da D. Hiley, e il Corpus di musiche popolari siciliane (Palermo, 1957), che contiene i brani raccolti 'sul campo' da Alberto Favara quasi un secolo fa.

Il gruppo, partendo da queste fonti (che tra l'altro consentono una contestualizzazione ben assortita, spaziando dal religioso al laico, dal colto al popolare), intende tracciare un quadro storico relativo alla cultura dell'età medievale nell'isola, con particolare riferimento all'età federiciana, sottolineando le influenze musicali di origine autoctona, araba, bizantina, normanna, provenzale (non a caso Al Qantarah, il nome scelto dal gruppo, in arabo significa il ponte). Lo strumentario utlizzato appare in evidente sintonia con quest'intento.

Mentre la 'sicilianità del Corpus Favara è fuori discussione, la 'catanesità' dei Tropari  deriva soprattutto dal fatto che quei brani, stilisticamente simili alla musica sacra che a quel tempo veniva eseguita un pò in tutta Europa, erano stati copiati in Sicilia per essere destinati all'attività liturgica della Cattedrale catanese. Tra l'altro, il testo di uno dei brani - Eia fratres - presenta un evidente riferimento locale: si tratta infatti di una sequenza scritta in occasione della traslazione delle spoglie di Sant'Agata, patrona della città di Catania.

L'inclusione in repertorio di un contrafactum di un testo di Giacomo da Lentini - Ben m'è venuto - su una melodia del trovatore provenzale Peire Cardinal (J. Schultze, Sizilianische Kontrafakturen. Tubingen 1989), documenta un'ipotesi musicologica, mai definitivamente comprovata, secondo cui i rimatori siciliani del '200 musicassero i propri versi.

Il programma è completato da un’altra specie di contraffazione o, per essere più precisi, dalla sovrapposizione di un brano di musica persiana, Parandoush, con quel Chiovu Abballati ('canzone a ballo' tratta dal Corpus Favara), che è uno dei brani più popolari della tradizione siciliana. La sorprendente somiglianza delle due melodie non deve spingerci a facili fantasticherie musicologiche, anche se rinforza la suggestione evocata da quest'isola in mezzo al Mediterraneo, più che mai ponte (Al Qantarah, appunto) fra le più disparate culture.

PROGRAMMA

 

Ben m'è venuto
XIII sec., Peire Cardinal - Giacomo da Lentini (1)

Resonet intonet
Anon. XII sec. (2)

Canto di Carnevale / Tammuriddara / Assummata di lu corpu di la tunnara
Trad. Sicilia,  Favara 744 - 605 (3)

Vicariota
Trad. Sicilia, Favara 224 (3)

Montedoro
Trad. Sicilia, Favara 364 (3)

Natali regis glorie
Anon. XII sec.  (2)

Novena / Exultantes et letantes / Ballettu
Trad. Sicilia / Anon. XII sec. (2) / Trad. Sicilia

Congaudentes jubilemus
Anon. XII sec. (2)

Parandoush / Chiovu Abballati
Trad. Persia / Trad. Sicilia, Favara 740 (3)

Richiami
Trad. Sicilia, Favara 763 (3)

In hoc anni circulo
Anon. XII sec. (2)

Tarantella per marranzanu
Trad. Sicilia

A la viddanisca
Trad. Sicilia, Favara 141 (3)

Benedicamus Domino
Anon. XII sec. (2)

Sugnu vinutu di luntana via
Trad. Sicilia

Eia fratres personemus
Anon. XII sec. (2)

(1)  Fonte: J. Schultze, Sizilianische Kontrafakturen. Tubingen 1989

(2)  Fonte: Troparium de Catania. Madrid, B.N., ms. 19421 (trascr. D. Hiley)

(3)  Fonte: A. Favara, Corpus di Musiche Popolari. Palermo 1957

 

ORGANICO E STRUMENTARIO
 

Fabio Accurso:

ud, daf, voce

Roberto Bolelli:

voce, scattagnetti

Donato Sansone:

friscalettu, daf, darabukka, symphonia, voce

Fabio Tricomi:

viella, tar, ud, zarb, flauto da tamburo, tammureddu, marranzanu, lira, voce

Igor Niego:

tammureddu, riqq, tammorra