Trovapalermo

feb 2006

ITALIA

 

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Un gruppo che lavora sul recupero della musica siciliana medievale in rapporto alla tradizione orale colta e a diversi influssi musicali arabi e mediorientali.

Un viaggio suggestivo agli albori della scrittura polivocale

 

 

Al Qantarah, un ponte sul medioevo

 

Un gruppo che lavora sul recupero della musica siciliana medievale in rapporto alla tradizione orale colta e a diversi influssi musicali arabi e mediorientali.

Loro sono gli Al Qantarah, storico ensemble nato a Bologna nel 1990 e presto approdato alle più ambite sale da concerto in tutto il mondo, e si esibiranno martedì 21 febbraio alle 21.15 al Politeama Garibaldi per la stagione serale degli Amici della Musica. Dotati di una grande poliedricità musicale che si riflette anche nel nome arabo "il ponte" (dal fiume Alcantara), i sei musicisti (Fabio Accurso. Roberto Bolelli, Igor Niego. Donato Sansone. Sebastiano Scollo, Fabio Tricomi), forti di carriere anche individuali nei più svariati ambiti musicologici, impegnati in diversi e curiosi strumenti musicali di diverse tradizioni culturali, profondono un impegno tanto teorico quanto pratico nel loro importante progetto: e infatti all'attività concertistica vera e propria, in Italia e all'estero, viene affiancata da sempre una vivace attività di raffinata ricerca sonora e una colta attività didattica rivolta a professionisti e nelle scuole. Al Qantarah, forte di prestigiosissimi riconoscimenti intemazionali, ha già inciso con la Fonè nel '99, un ed intitolato Abballati, abballati! (peraltro allegato a un numero recente della rivista Orfeo). Ma il 21 febbraio, a Palermo, proporrà dei brani legati all'uscita di un prossimo disco, Troparium de Catania. Per tropario si intende un breve inno nel rito bizantino, normalmente formato da un'unica strofa e di struttura metrica libera. Nel caso specifico, i musicisti di Al Qantarah hanno lavorato su un insieme di brani destinati alla liturgia nella Cattedrale catanese alla metà del XII secolo. Il manoscritto in cui sono raccolti questi canti sacri è conservato alla Biblioteca Nacional de Madrid (mss. 288-289-19421 ), dove è possibi le consultare anche un analogo tropario destinato alla cattedrale di Palermo. Ma questo Troparium catanese ha una caratteristica molto interessante: si tratta di uno dei primissimi esempi trascritti di musica prolifica che oggi conosciamo. Attraverso una scaletta varia e molto ricca, il pubblico farà dunque un viaggio suggestivo agli albori della scrittura polivocale, che - tra l'altro - rivela singolari affinità con la polifonia ad organum e a discanto siculo-normanna (di cui il gruppo darà alcuni esempi durante i concerti di questa tournée).[...]

Roberto Oddo