La Sicilia

03 08 1997

ITALIA

 

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Un concerto eccezionale per la sua natura folkloristica legata ad una tradizione lunga di secoli.

Molto applauditi anche per il virtuoso uso degli strumenti, hanno offerto uno spaccato illuminante della cultura medievale della Sicilia e in particolare di quella dell'epoca di Federico II

Un concerto di gran pregio [...] questo di «Al Qantarah», che ha posto un degno sigillo al programma

 

 

Note antiche chiudono "Musica a Villa Patti"
 

CALTAGIRONE - La rassegna «Musica a Villa Patti» ha chiuso in bellezza la sua nona edizione con un concerto tenuto dal complesso «Al Qantarah». Un concerto eccezionale per la sua natura folkloristica legata ad una tradizione lunga di secoli. «Abballati, abballati», è stato un ampio repertorio di canti e suoni della Sicilia medievale. Il lavoro compiuto dal gruppo musicale è folklore e ricerca storica. Anche nel nome il gruppo assomma l'essenza della grande storia della nostra isola, «ponte» tra le più splendide civiltà dei popoli del Mediterraneo o ad esso pervenuti da altre terre e da altri lidi. «Al Qantarah», infatti, in arabo significa ponte.

I brani che il complesso ha presentato su strumenti medievali provengono da due raccolte: il «Troparium» di Catania del XII secolo e il «Corpus» di musiche popolari siciliane, che racchiude i brani raccolti tra la gente circa un secolo fa da Alberto Favara.

Di ispirazione laica o religiosa, di natura colta o popolare, i canti eseguiti da Farzanech Joorabchi, Fabio Accurso, Roberto Bolelli, Donato Sansone, Fabio Tricomi e Nico Staiti, molto applauditi anche per il virtuoso uso degli strumenti, hanno offerto uno spaccato illuminante della cultura medievale della Sicilia e in particolare di quella dell'epoca di Federico II, punto d'incontro tra le più nobili esperienze artistico-culturali: arabe, bizantine, normanne e provenzali, oltre a quelle della stessa isola.

Un concerto di gran pregio, arricchito da tre brani di musica persiana, questo di «Al Qantarah», che ha posto un degno sigillo al programma che il direttore artistico maestro Sabino Napolitano, in collaborazione con l'assessorato comunale alla Cultura, l'Accademia Musicale Calatina e col contributo del Banco di Sicilia, ha proposto per quest'anno nel solco d'una costante, che si è fatta già tradizione di riconosciuto prestigio per la rarità delle proposte musicali.

Giuseppe Di Bella