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12 02 2006

ITALIA

 

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Non solo musica, ma anche ricerca volta a conservare tradizioni imperdibili che la Sicilia ha nel proprio patrimonio genetico

A prima vista una scelta musicale d’élite ma che invece ha riscontrato un grande successo non soltanto in Italia ma anche all’estero, dove l’ensemble ha svolto numerosi concerti, portando in giro per il mondo la Sicilia, non più isola ma terra cosmopolita

 

 

Al Qantarah, alla scoperta delle radici della sicilia

 

 

In un’epoca in cui la fusione e lo scambio costruttivo di valori tra diverse culture sembrano un obiettivo a dir poco irrealizzabile, sebbene sbandierato da ogni parte, la scelta del gruppo musicale Al Qantarah di fondere ritmi medievali e orientali della musica siciliana antica all’interno del proprio modo di fare musica è invece diventata realtà viva e applaudita da un seguito sempre più vasto. E il gruppo bolognese sarà protagonista con il suo repertorio e con novità musicali in un concerto per l’associazione Amici della musica che si terrà il 21 febbraio al Teatro Politeama di Palermo (piazza Castelnuovo, ore 21.15, ingresso dai 5 ai 15 euro). Il gruppo, formato da Fabio Accursio, Roberto Bolelli, Sebastiano Scollovoce, Igor Niegonaj, Donato Sansone e Fabio Tricomi, con strumenti dell’epoca porterà in scena, in prima esecuzione, un ventaglio di brani dal titolo "Musica sacra e profana della Sicilia medievale".

Gli Al Qantarah, il cui nome in arabo significa "il ponte", sin dal 1990 hanno portato avanti un percorso di ricerca musicale che, proprio come un ponte, ha cercato di mediare tra le diverse correnti culturali: dalle influenze arabe, normanne, bizantine fino ai contributi propri del medioevo più maturo. Non solo musica, ma anche ricerca volta a conservare tradizioni imperdibili che la Sicilia ha nel proprio patrimonio genetico. Un patrimonio che, nel corso dei secoli, l’ha condotta a divenire crocevia di popolazioni eterogenee tra di loro, rendendola per certi aspetti più lenta nel cammino di costruzione di un’identità territoriale, ma per altri, portandola a possedere un’esperienza che oggi può positivamente mettere a frutto per essere faro e punto fermo tra i paesi del Mediterraneo. A prima vista una scelta musicale d’élite ma che invece ha riscontrato un grande successo non soltanto in Italia ma anche all’estero, dove l’ensemble ha svolto numerosi concerti, portando in giro per il mondo la Sicilia, non più isola ma terra cosmopolita. Dal 1992 svolgono regolare attività concertistica, partecipando a numerose manifestazioni musicali in Europa e all’estero, così come ad incontri e conferenze a scopo didattico presso il Wellesley College (Massachusetts - Usa). Il gruppo ha anche preso parte allo spettacolo "Lapilli", ideato e interpretato nel 2003 da Leo Gullotta, mentre discograficamente, i loro successi sono raccolti in un cd dal titolo "Abballati, abballati" (Fonè, 1999). Un appuntamento da non perdere, quello con gli Al Qantarah, che riconferma ancora una volta anche il traino culturale svolto a Palermo dagli Amici della Musica, che cercano di far crescere il proprio pubblico attraverso scelte mirate. (12/02/2006)

Antonella Bonura