Poster oster

16 06 2000

ITALIA

 

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Un'incisione originale, all'insegna dell'affabulazione e della presenza continua di rimandi e riferimenti, anche lontani, nel tempo e nello spazio

 

 

Canti della Sicilia medievale

 

Cosa c'è in un Tropario? Niente di strano. Solo canti liturgici e paraliturgici di origine antica e medievale. Anzi, per l'esattezza, parafrasi di canti liturgici ottenuta con l'aggiunta di nuovi testi. Roba d'antiquariato, si dirà, per topi di biblioteca o melomani schizzati. Non è così per gli "Al Qantarah". I responsabili del gruppo musicale siciliano, infatti, si sono dedicati allo studio del celebre "Troparium de Catania" (manoscritto del XII secolo) e, mediandone l'utilizzo esecutivo con l'altrettanto famosa raccolta della tradizione orale di Alberto Favara (1957), hanno tirato fuori un'incisione originale, all'insegna dell'affabulazione e della presenza continua di rimandi e riferimenti, anche lontani, nel tempo e nello spazio. Come quello che segue il filo di una possibile interazione tra la raccolta catanese e lo stile di uno dei poeti della scuola siciliana, Giacomo da Lentini, o come l'introduzione di due melodie del repertorio persiano. Questi ultimi due brani sono stati inseriti, si legge nel libretto, per la loro somiglianza con melodie della tradizione isolana. Fatto che, se fosse vero, andrebbe a rafforzare, ad esempio, l'ipotesi di una possibile presenza iranica nella Sicilia medievale, come sembrano indicare studi recenti sull'iconografia musicale all'interno delle decorazioni presenti nella Cappella Palatina.

Al Qantarah, "Abballati! Abballati! Canti e suoni della Sicilia Medievale", 1 cd Foné DDD, 1999.

Cesare Natoli